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L'Intervista 

Matteo Bassetti è tra i volti più noti che il grande pubblico ha imparato a conoscere durante la pandemia.
Infettivologo e ricercatore, è Professore Ordinario di Malattie Infettive dell’Università di Genova e Direttore del reparto Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di Genova.

E' autore del libro 'Il mondo è dei microbi' - con Martina Maltagliati  - Edizioni Piemme

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L'infettivologo parla del suo libro, degli affetti più cari, della sua vita di medico sotto scorta  ma anche di batteri resistenti, della stupidaggine dell'obbligo delle mascherine a scuola, dell'arrivo di Omicron5 e del pericolo sottovalutato della diffusione delle malattie infettive per le migrazioni dall'Ucraina.
Questo e molto altro ancora in questa intervista esclusiva.




Il suo libro ‘Il mondo è dei microbi’ riporta la dedica a sua madre ed a Chiara, sua moglie. Che cosa hanno rappresentato e rappresentano queste due figure femminili nella sua vita.
“Rappresentano una bussola, un punto di riferimento. La mamma perché la mia famiglia era molto matriarcale ed è stata uno sprone per me anche per quanto riguarda la vita professionale. Poi, certamente, mia moglie, la donna che mi ha consentito di fare la strada che ho intrapreso. Se non avesse scelto di seguirmi ad Udine, quando sono andato a fare il primario, a poco più di quarant’anni, rinunciando al lavoro che aveva, probabilmente non sei arrivato dove sono. Chiara è stata ed è un punto centrale nella mia vita.”

Nel libro aleggia la figura di suo padre Dante, luminare medico e quella necessità, che alberga in ogni figlio, di non deludere le aspettative di un genitore, la ricerca di quell’elogio, pensato ma non espresso e  forse mancato. Una sua riflessione in merito.
“Mio padre era un uomo all’antica, con un fortissimo senso del dovere, Per lui alcuni traguardi, che per altri genitori erano punti di arrivo, erano semplici punti di partenza. Al momento della laurea, e ne parlo nel libro, mio padre mi aveva subito messo in guardia per il fatto che per un medico, un ricercatore che ambisce ad una carriera anche universitaria, quello rappresentava solo un punto di partenza. Anche lui mi ha sempre spronato ad andare avanti, a viaggiare, a mettermi in gioco.”

Lei sostiene che i batteri siano i veri padroni del mondo ma, al contempo, siano anche prevedibili. Siamo da sempre in lotta continua per la sopravvivenza. Esisterà mai una ricetta vincente per sconfiggerli definitivamente o si tratta solo di una mera utopia?
“Non è nemmeno giusti sconfiggerli. Come dico nel libro il mondo è dei microbi perché sono più di noi e da prima di noi presenti su questa terra. Quindi è un mondo più loro che nostro, lo conoscono meglio e si riproducono più velocemente. Volerli sconfiggere ed avere un mondo, come dicono gli anglosassoni, ‘microbes free’ è impossibile. Se noi avessimo la possibilità di guardare con degli occhiali speciali la presenza di questi microbi vedremo che sono dappertutto, nel nostro corpo, sulle superfici, nelle piante, nel terreno, nell’aria. Noi non dobbiamo vedere tale mondo come da sconfiggere, ne dobbiamo avere profondo rispetto, inteso come conoscenza. Quello che è successo negli ultimi due anni è dovuto perché in qualche modo noi abbiamo invaso un mondo non nostro. Nel momento in cui il mondo selvatico vive insieme a quello umano, come è avvenuto per il pangolino che è stato mangiato da un cinese o come è avvenuto per tante altre pandemie, pensando agli uccelli, ai polli, avviene una commistione  e tutto questo è accaduto perché fondamentalmente l’uomo ha sconfinato in un mondo non suo  e quindi ritengo che, per il futuro, sia molto importante cercare di rimettere ordine anche nei vari mondi, cercando di rispettare maggiormente queste diversità .”

Parlando di Covid-19, adesso le sorvegliate speciali sono le sotto varianti, in particolare la BA5 che sta preoccupando per la rapida diffusione di casi in Portogallo, Francia e Germania. Che estate ci attende e, soprattutto, che cosa accadrà in autunno?
“La preoccupazione è secondo me un sentimento che aiuta a prevenire ed a fare meglio; la paura e l’allarme sono due sentimenti che portano a gestire male le cose. La nostra preoccupazione deve essere quindi equilibrata. Omicron 5 è più contagiosa ed il fatto che  in qualche modo stia correndo in alcuni paesi europei probabilmente la renderà predominante anche in Italia dal prossimo autunno e quindi ci troveremo ad affrontare una variante ancora più contagiosa dello scorso anno. Questo è inevitabilmente legato al fatto che le sotto varianti saranno sempre più contagiose per il loro modo di evolvere. La funzione naturale di un virus non è quello di uccidere un ospite ma quello di colonizzarlo. Quindi avremo probabilmente più contagi in autunno ed inverno ma non credo che questo significherà avere più persone ricoverate, che stanno male o che muoiano perché per quanto queste varianti siano meno sensibili ai vaccini e sfuggendo ad essi porteranno ad avere migliaia di contagi ma di persone che hanno il raffreddore o forme influenzali. Non avremo una epidemia di polmoniti e, conseguentemente, non avremo problemi. Importante è che noi oggi portiamo avanti una attività di sensibilizzazione sull’opinione pubblica per arrivare il prossimo settembre/ottobre ad avere le persone che chiederanno di fare un richiamo vaccinale e non che avranno l’obbligo di farlo. La ragione per cui io sono così contrario al mantenimento delle misure restrittive è dovuta dal fatto che dovremmo sfruttare questi tre mesi estivi per riconquistare un pò di fiducia tra le persone, anche nei confronti delle istituzioni sanitarie, perché siamo stati visti come collaboratori diretti delle decisioni governative.” 

Esami di maturità e terza media con obbligo di mascherine chirurgiche. Eccesso di prudenza o scelta corretta?
“Si tratta di una vera stupidaggine e purtroppo questo avere paura così tanto di quello che può succedere nella scuola evidentemente pone un problema significativo, che ho accennato prima. Alla stessa persona a cui oggi dicamo di mettere la mascherina per fare l’esame di terza media, diciamo anche che può andare in discoteca o a mangiare la pizza o vedere un concerto senza averne l’obbligo di indossarla. Su questo punto dobbiamo fare molta attenzione. Siccome nelle scuole si crea anche una cultura della prevenzione, credo che dare messaggi simili sia un errore profondo. Poi è difficile riprendere la fiducia da parte degli stessi ragazzi. Credo che avere deciso di mantenere le mascherine, non solo per gli esami ma anche dopo il 31 di marzo, sia stato un gravissimo errore che pagheremo; d’altronde se guardiamo intorno a noi, siamo l’unico paese europeo che lo ha mantenuto.”

Passando al conflitto in atto tra Russia ed Ucraina ed alla fuga da quel paese di milioni di persone verso le nazioni europee, questa situazione potrebbe rappresentare una emergenza sanitaria attraverso la diffusione di malattie infettive quali Hiv, tubercolosi, polio?
“Già lo sta rappresentando perché abbiamo focolai di colera e, già prima della guerra,  avevamo problemi con la polio, ed anche con il morbillo. Evidentemente oggi nessuno ci sta pensando, perché ovviamente c’è altro a cui pensare,  ma nei tanti centri di accoglienza dove sono arrivati i cittadini ucraini non vaccinati, che cosa potranno rappresentare nel prossimo inverno in termini di contagio? Saranno fonte di problemi, e su questo occorre fare una riflessione profonda.”

Cambiando argomento e tornando a lei, come è la vita di un medico sotto scorta, che ha come unica colpa quella di amare la scienza e che ha affidato il percorso della sua vita a quel motto universitario incontrato all’età di 30 anni a Yale, ‘lux et veritas’?
“Non è sicuramente una situazione facile. Fra tutte le cose che mi sono capitate nella vita quella di avere una scorta è la peggiore. Dover aspettare per uscire di casa che arrivi la pattuglia della polizia, come quando decidi di vedere tuo figlio che gioca a calcio o mangiare una pizza con tua moglie ed avere la scorta dietro è una cosa che non auguro a nessuno. Detto questo se però avere la protezione in un paese come l’Italia vuol dire aver difeso i principi della scienza allora sinceramente sono contento di averlo fatto. L’unica colpa che mi si può ascrivere è quella di aver detto alla gente di vaccinarsi. Credo che in un paese normale e non come l’Italia che evidentemente è anormale, non si sarebbe fatto altro che prendere atto che un medico consiglia i cittadini di vaccinarsi e che magari dica anche che sarebbe meglio arrivare all’obbligo . Diciamo che questo, purtroppo, è il paese dell’uno uguale ad uno; evidentemente la stessa gente che crede questo  è quella che pensa che un medico non possa dire che le persone devono vaccinarsi.  Arrivare addirittura a minacciare la mia famiglia, a vedersi recapitare proiettili in ospedale, ad aspettarmi sotto casa, sono cose che in un paese civile non si dovrebbero fare. Infine, se lei pensa che ad oggi, è passato circa un anno da quando ho iniziato le prime denunce, neanche per una di queste persone che hanno perpetrato questi atti criminosi è iniziato un processo… un paese che non è in grado di tutelare in generale i cittadini ed in particolare i medici è un paese che si deve fare tante domande.”

Infine, in due parole, lasceremo in eredità, alle future generazioni, un mondo governato da batteri resistenti?
“Credo proprio di si e non solo, è già una realtà. I batteri resistenti agli antibiotici erano presenti già prima del Covid-19 e non si fermeranno, anzi proprio a causa della pandemia e dell’uso sbagliato di antibiotici abbiamo finito per esacerbare ancor di più la situazione. Dobbiamo tutti quanti farsi un esame di coscienza. Per tutti intendo medici, pazienti, agricoltori e, fondamentalmente mi riferisco a  quelli che usano a sproposito gli antibiotici. Questi farmaci sono fondamentali ma vanno usati con discrezione, raziocinio ed adeguatezza. Se non compiremo concretamente questo passo, il mondo post antibiotico  sarà già lì dietro l’angolo ad aspettarci.”

 

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