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UNA NUOVA COSTITUZIONE PER LA TUNISIA
Con pochi votanti ma con uno schiacciante risultato il Referendum di modifica costituzionale restituisce al presidente ampi poteri tra lo scetticismo dei partiti di opposizione e le preoccupazioni di Washington e delle organizzazioni internazionali per i diritti umani. 
Articolo a cura del Prof. Houbeb Mammouda

Il capo dell'Alta Autorità indipendente per le elezioni in Tunisia, Farouk Bouaskar, ha annunciato, martedì sera, il sostegno di oltre il 94,60 per cento del nuovo progetto di costituzione del paese.
Bouaskar ha affermato, in una conferenza stampa presso la sede della Commissione, che il processo referendario si è svolto "agli occhi del mondo" e che il numero di osservatori nazionali e stranieri per il referendum costituzionale in Tunisia, lunedì, ha raggiunto quota 5.800.
Ha sottolineato che i seggi elettorali in Tunisia non hanno assistito ad alcuna interferenza  nel processo elettorale, aggiungendo che “le porte dei seggi sono rimaste aperte per ricevere i tunisini negli orari specificati".
Secondo l’annuncio la vittoria dei si è stata schiacciante con 2,6 milioni di elettori favorevoli e 148.000 tunisini contrari, ovvero il 5,40 per cento; 56mila voti sono risultati nulli.
Il capo della Commissione elettorale indipendente ha affermato che il referendum si è svolto senza intoppi, nonostante mettesse in dubbio l'indipendenza della commissione e rilevando che l'affluenza alle urne è stata solo del 28%.
L'opposizione tunisina ha anticipato i risultati, assumendo sulla vicenda una posizione di scetticismo ed accusando la commissione di frode. Il Fronte di Salvezza Nazionale ha invitato il presidente Kais Saied a rassegnare le dimissioni e ad aprire la strada alle elezioni generali anticipate.
In una conferenza stampa il capo del Fronte Najib Chebbi ha sostenuto che il referendum sulla Costituzione sia stato un fallimento, dopo che l'affluenza alle urne si è limitata a circa il ventotto per cento, secondo i dati preliminari della Commissione elettorale.
Anche lui ha accusato la commissione di frode ed ha sottolineato che il Fronte di Salvezza Nazionale riconosce la Costituzione del 2014.
Chebbi ha detto: "I numeri presentati dalla commissione che supervisiona le elezioni sono gonfiati e non riflettono ciò che hanno visto gli osservatori. Questo organismo ha confermato di non avere integrità” e poi ha aggiunto che "Qais Saeed voleva legittimare le conseguenze della sua usurpazione del potere di un anno fa, ma deve lasciare il posto alle elezioni presidenziali e legislative".
La reazione di Washington non si è fatta attendere.
Il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Ned Price, ha affermato che la nuova Costituzione tunisina potrebbe pregiudicare i diritti umani. Price ha spiegato che l'indebolimento dell'equilibrio dei poteri nella nuova Costituzione pregiudicherebbe i diritti umani, sottolineando la bassa affluenza alle urne al referendum sulla modifica costituzionale.
In settimana  Price ha ribadito la disponibilità del suo Paese a continuare a sostenere i tunisini per il ritorno ad un  governo democratico.
Quanto al presidente Said, egli ha festeggiato con i suoi sostenitori a Tunisi quella che considerano una "vittoria" al referendum sulla nuova Costituzione, nonostante la scarsa affluenza alle urne.
In un discorso che ha pronunciato di notte davanti ai suoi sostenitori, Said ha detto: "Quello che ha fatto il popolo è stata una lezione, i tunisini hanno eccelso nel dirigerla verso il mondo".
La nuova Costituzione proposta sostituisce quella del 2014, redatta tre anni dopo la rivolta contro il governo del presidente Zine El Abidine Ben Ali, considerata l'inizio della cosiddetta "Primavera araba".
Essa concede al capo dello Stato la piena autorità esecutiva, il comando supremo delle forze armate e la capacità di nominare un governo senza l'approvazione parlamentare.
Molti dei suoi critici affermano che rispedirebbe la Tunisia ad un'epoca di dittatura.
Sebbene il presidente tunisino avesse ancora il sostegno di quella parte della popolazione che credeva che il paese avesse bisogno di una guida forte per risolvere i suoi problemi, si è registrato poco entusiasmo verso la partecipazione al referendum.
Le modifiche più importanti introdotte dal nuovo progetto di Costituzione sono :
• Un chiaro avallo di un sistema presidenziale, in cui il presidente non ha più solo la difesa ed i poteri esteri come previsto dalla Costituzione del 2014, ma questi si sono ampliati  includendo anche quelli di nomina del governo e dei giudici e di ridurre l’influenza del parlamento;
• concedere al Presidente della Repubblica il diritto di nominare il capo del governo e il resto dei suoi membri su proposta del Presidente del Consiglio, e la Costituzione lo autorizza a revocarli senza che il Parlamento abbia un ruolo in questo;
• il Presidente, Comandante Supremo delle Forze Armate, conferisce i poteri per definire la politica generale dello Stato e ne definisce le scelte di base. I suoi progetti legali sono "considerati prioritari" dai parlamentari;
• ripartizione della funzione legislativa tra il "Consiglio dei Rappresentanti del Popolo", i cui deputati sono eletti con voto diretto per un periodo di cinque anni, ed il "Consiglio Nazionale delle Regioni", che comprende gli eletti di ciascuna regione, a condizione che una legge venga successivamente emanata definendone i compiti;
• la costituzione proposta per il referendum  non prevede disposizioni per la destituzione del presidente, contrariamente a quanto previsto da quella del 2014, mentre in cambio gli conferisce il diritto di sciogliere il parlamento e il Consiglio nazionale delle regioni.
Tra i capitoli che suscitano maggiori polemiche in Tunisia e sono aspramente criticati dalle organizzazioni per i diritti umani, ci sono il quinto ed il cinquantacinquesimo articolo.
Il capitolo 5 afferma che “la Tunisia fa parte della nazione islamica e lo stato da solo deve lavorare, in un sistema democratico, per raggiungere gli obiettivi del puro Islam nel preservare la vita, l'onore, il denaro, la religione e la libertà.”
Il capitolo 55 afferma che «nessuna restrizione può essere posta ai diritti e alle libertà garantiti in questa costituzione se non in virtù di una legge e di una necessità richiesta da un ordinamento democratico e allo scopo di tutelare i diritti altrui, o per esigenze della sicurezza pubblica, della difesa nazionale o della salute pubblica.”
Le organizzazioni internazionali per i diritti umani hanno criticato questo capitolo, dicendo che "consente la discriminazione contro altri gruppi religiosi". Il testo della nuova Costituzione ha comunque preservato la clausola “libertà di credo e di coscienza” prevista nella Costituzione del 2014."

L'ULTIMA NOTIZIA

IMPIANTATO IL PRIMO ORECCHIO BIONICO STAMPATO IN 3D

Eccezionale intervento ricostruttivo negli Stati Uniti apre le porte ad impensabili sviluppi nel campo della medicina rigenerativa e nei trapianti


Ha 20 anni, è messicana, e si chiama come una famoso apparato tecnologico diffuso da Amazon, Alexa. Da oggi, anche lei, ha qualcosa di futuribile impiantato nel proprio corpo. Un orecchio stampato in 3D realizzato con le cellule della stessa donna. Ne da notizia  il New York Times e rappresenta un straordinario progresso nel campo dell’ingegneria dei tessuti. Il capolavoro si è reso possibile grazie alla tecnologia sviluppata da un’azienda biotech americana, la 3DBio Therapeutics, leader nella medicina rigenerativa attraverso la biostampa in 3D per fornire tessuti ed organi viventi, funzionali e personalizzati, progettati secondo le esigenze sanitarie dei pazienti. La paziente che ha ricevuto l’orecchio bionico fa parte di una sperimentazione clinica che comprende 11 pazienti. Alexa era affetta da microtia, un raro difetto congenito che rende la parte esterna dell’orecchio piccolo e deformato. L’intervento è avvenuto nel marzo scorso ma è stato comunicato solo adesso e tutto sta procedendo bene. Il fatto che le cellule che hanno ricostituito il nuovo orecchio provengano dal tessuto stesso del paziente fa ben sperare e bassa la probabilità di rigetto. Anzi, l’orecchio bionico sta continuando a rigenerare il tessuto cartilagineo, conferendogli un aspetto naturale.
Le fasi dell’intervento sono degne di nota: un chirurgo ha rimosso una parte di cartilagine dal moncone esistente della paziente ed assieme ad una stampa in 3D dell’altro orecchio sano, sono stati inviati all’azienda 3DBio. Qui le cellule viventi sono state mescolate con il bioinchiostro a base di collagene prodotto dall’azienda. Questo è stato inserito con una siringa nella biostampante, la quale ha spruzzato il materiale replicando l’orecchio sano della paziente, così come un qualunque processo di riproduzione in 3D. La forma dell’orecchio stampata è stata spedita in un guscio protettivo in celle frigorifere ed il chirurgo, ricevuto il pacco (magari proprio da Amazon…) ha impiantato l’orecchio bionico sotto la pelle della paziente. Quando la pelle è stata tesa attorno all’impianto, è emersa la forma del nuovo orecchio.
I dirigenti dell’azienda 3DBio affermano che tale tecnologia potrà essere usata in altre parti del corpo come il naso, i dischi spinali, il menisco del ginocchio e la cuffia dei rotatori. Ma apre la strada anche alla produzione in 3D di organi vitali ben più complessi come il fegato, i reni e persino il pancreas, rivoluzionando il settore dei trapianti e l’aspettativa di vita dei pazienti affetti da gravi malattie. Certo, il percorso verso il trapianto in 3D di organi importanti del corpo umano è ancora molto lungo ma questa nuova tecnologia, che sta muovendo i primi passi, rappresenta un decisivo passo in avanti. La domanda da porsi adesso non è ‘se’ ma ‘quando’ sarà possibile. Sicuramente siamo testimoni di una rivoluzione scientifica che rappresenterà una pietra miliare nell’utilizzo della tecnologia 3D nei trapianti rigenerativi sull’essere umano.

 

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STRAGE TEXAS, POLIZIA SOTTO ACCUSA

Alla fine sul banco degli imputati sta finendo la polizia locale per la lentezza nell'intervento alla strage avvenuta nella scuoa elementare nel Texas. Si ammettono i ritardi, si chiede scusa ma, ora, i vertici locali rischiano l'incriminazione.

MASCHERINA AVANTI TUTTA

Il governo sta valutando di prorogare anche dopo la scadenza fissata per il prossimo 15 giugno l'obbligo di mascherina su mezzi pubblici, treni e scuole. Per cinema e teatri si prospetta la fine di tale prescrizione.

TRUMP PENSA GIA' AL 2024

L'ex presidente Usa, Donald Trump, non ha mai smesso di punzecchiare il suo successore ma, più passa il tempo, e più si fa vivo l'interesse per le elezioni presidenziali che si svolgeranno nel 2024. In una Convention, a proposito dell'uso delle armi ha dichiarato:

"L'esistenza del male non è un motivo per disarmare i cittadini che rispettano la legge, anzi, è una delle ragioni per armarli."