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L’IDROGENO INQUINA PIU’ DEL CARBONE?

 

L’allarme degli scienziati sugli effetti delle perdite di gas nell’atmosfera.

 

In un articolo apparso su Bloomberg gli scienziati di mezzo mondo avvertono che l’idrogeno, il combustibile “verde” su cui l’umanità ripone le speranze per un futuro meno inquinante per il nostro pianeta, non è poi così pulito come si immaginava. Infatti, la sua fuoriuscita nell’atmosfera può persino peggiorare il riscaldamento globale rispetto al carbone.

Il problema risiede nelle perdite e nella conseguente assoluta necessità di non disperdere tale gas nell’aria. Le condotte di trasporto su cui si pensava di fare affidamento per i lunghi tragitti, soprattutto dal continente africano, non offrirebbero allo stato attuale delle cose, piene garanzie.

Per Llisa Ocko, climatologa, il problema principale è nella distribuzione. Secondo un rapporto del governo britannico, le perdite di idrogeno, in un range di 20 anni, rappresenterebbero 33 volte il potenziale riscaldamento globale di una pari quantità di anidride carbonica. L’economia mondiale sta investendo molto in tale direzione per costruire l’energia pulita del futuro, basti pensare che negli Usa l’amministrazione Biden ha recentemente varato un investimento di 8 miliardi di dollari per la costruzione di 4 grandi hub per produrre ed utilizzare questo gas miracoloso.

Non si tratta certo di rinunciare all’idrogeno, ma occorre ridurre al minimo il rischio delle perdite, investendo in tale direzione anche e soprattutto attraverso la sensibilizzazione dell’opinione pubblica perché quello dell’ambiente è un problema che riguarda tutti ed il grido di allarme lanciato dagli scienziati procede in tale direzione.

Si rende quindi necessario condurre ricerche approfondite sulla fattibilità di immettere idrogeno nei gasdotti, riducendo al minimo l’impatto prodotto dalle fuoriuscite. La tecnologia e la scienza dovranno dare il loro essenziale contributo per non cadere, come nel famoso detto, dalla padella alla brace. Il rischio è altissimo: illudere le future generazione e lasciare loro un pianeta ancora più inquinato.

L'ULTIMA NOTIZIA

IMPIANTATO IL PRIMO ORECCHIO BIONICO STAMPATO IN 3D

Eccezionale intervento ricostruttivo negli Stati Uniti apre le porte ad impensabili sviluppi nel campo della medicina rigenerativa e nei trapianti


Ha 20 anni, è messicana, e si chiama come una famoso apparato tecnologico diffuso da Amazon, Alexa. Da oggi, anche lei, ha qualcosa di futuribile impiantato nel proprio corpo. Un orecchio stampato in 3D realizzato con le cellule della stessa donna. Ne da notizia  il New York Times e rappresenta un straordinario progresso nel campo dell’ingegneria dei tessuti. Il capolavoro si è reso possibile grazie alla tecnologia sviluppata da un’azienda biotech americana, la 3DBio Therapeutics, leader nella medicina rigenerativa attraverso la biostampa in 3D per fornire tessuti ed organi viventi, funzionali e personalizzati, progettati secondo le esigenze sanitarie dei pazienti. La paziente che ha ricevuto l’orecchio bionico fa parte di una sperimentazione clinica che comprende 11 pazienti. Alexa era affetta da microtia, un raro difetto congenito che rende la parte esterna dell’orecchio piccolo e deformato. L’intervento è avvenuto nel marzo scorso ma è stato comunicato solo adesso e tutto sta procedendo bene. Il fatto che le cellule che hanno ricostituito il nuovo orecchio provengano dal tessuto stesso del paziente fa ben sperare e bassa la probabilità di rigetto. Anzi, l’orecchio bionico sta continuando a rigenerare il tessuto cartilagineo, conferendogli un aspetto naturale.
Le fasi dell’intervento sono degne di nota: un chirurgo ha rimosso una parte di cartilagine dal moncone esistente della paziente ed assieme ad una stampa in 3D dell’altro orecchio sano, sono stati inviati all’azienda 3DBio. Qui le cellule viventi sono state mescolate con il bioinchiostro a base di collagene prodotto dall’azienda. Questo è stato inserito con una siringa nella biostampante, la quale ha spruzzato il materiale replicando l’orecchio sano della paziente, così come un qualunque processo di riproduzione in 3D. La forma dell’orecchio stampata è stata spedita in un guscio protettivo in celle frigorifere ed il chirurgo, ricevuto il pacco (magari proprio da Amazon…) ha impiantato l’orecchio bionico sotto la pelle della paziente. Quando la pelle è stata tesa attorno all’impianto, è emersa la forma del nuovo orecchio.
I dirigenti dell’azienda 3DBio affermano che tale tecnologia potrà essere usata in altre parti del corpo come il naso, i dischi spinali, il menisco del ginocchio e la cuffia dei rotatori. Ma apre la strada anche alla produzione in 3D di organi vitali ben più complessi come il fegato, i reni e persino il pancreas, rivoluzionando il settore dei trapianti e l’aspettativa di vita dei pazienti affetti da gravi malattie. Certo, il percorso verso il trapianto in 3D di organi importanti del corpo umano è ancora molto lungo ma questa nuova tecnologia, che sta muovendo i primi passi, rappresenta un decisivo passo in avanti. La domanda da porsi adesso non è ‘se’ ma ‘quando’ sarà possibile. Sicuramente siamo testimoni di una rivoluzione scientifica che rappresenterà una pietra miliare nell’utilizzo della tecnologia 3D nei trapianti rigenerativi sull’essere umano.

 

STRAGE TEXAS, POLIZIA SOTTO ACCUSA

Alla fine sul banco degli imputati sta finendo la polizia locale per la lentezza nell'intervento alla strage avvenuta nella scuoa elementare nel Texas. Si ammettono i ritardi, si chiede scusa ma, ora, i vertici locali rischiano l'incriminazione.

MASCHERINA AVANTI TUTTA

Il governo sta valutando di prorogare anche dopo la scadenza fissata per il prossimo 15 giugno l'obbligo di mascherina su mezzi pubblici, treni e scuole. Per cinema e teatri si prospetta la fine di tale prescrizione.

TRUMP PENSA GIA' AL 2024

L'ex presidente Usa, Donald Trump, non ha mai smesso di punzecchiare il suo successore ma, più passa il tempo, e più si fa vivo l'interesse per le elezioni presidenziali che si svolgeranno nel 2024. In una Convention, a proposito dell'uso delle armi ha dichiarato:

"L'esistenza del male non è un motivo per disarmare i cittadini che rispettano la legge, anzi, è una delle ragioni per armarli."