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IMMAGINE DEL GIORNO
Una visione visiva quotidiana sul tema del giorno

L'ECO DELLA LUCE

 

Ogni raggio di luce è un messaggio che viaggia da miliardi di anni per raggiungerci.
Non conosce frontiere, non chiede permesso, non dimentica nulla.
Attraversa il vuoto, le polveri, le orbite, i destini.
E quando finalmente tocca la nostra pelle, non porta solo calore — porta memoria.
Perché la luce non illumina soltanto: ricorda.
L’universo non parla con le parole, ma con i fotoni.
Ogni stella che si accende o si spegne invia un pensiero, un’eco silenziosa che si propaga nello spazio come una lettera mai consegnata.
Noi viviamo immersi in questo mare di messaggi antichi, senza accorgercene.
La luce che vediamo stanotte è un saluto che arriva da lontano, da un passato che non esiste più, da un luogo che forse è già cenere.
Eppure brilla ancora — perché la memoria, come la luce, non conosce morte.
L’eco della luce è ciò che ci unisce a tutto.
Non importa chi siamo, dove viviamo, cosa crediamo: tutti siamo attraversati da fotoni nati in stelle morenti.
Siamo la somma di tutte le esplosioni che ci hanno preceduto.
Ogni scintilla che accendiamo è una risposta a quel dialogo cosmico che dura dall’inizio del tempo.
E quando spegniamo la notte con i nostri artifici, non ci accorgiamo che oscuriamo anche quella voce che ci chiama da sempre.
Forse è per questo che cerchiamo il cielo.
Non per dominarlo, ma per ritrovarci.
Nel silenzio stellare, l’uomo riconosce il suono della propria origine: la vibrazione primordiale da cui è nato ogni respiro, ogni pensiero, ogni sogno.
Guardare le stelle non è un atto di curiosità, ma di umiltà.â€¨È inginocchiarsi davanti all’infinito e chiedergli, senza parole, di ricordarci chi siamo stati.
Nell’eco della luce c’è la promessa che nulla va davvero perduto.
Nemmeno noi.
Ogni parola pronunciata, ogni gesto compiuto, ogni sguardo condiviso — tutto si imprime nella trama invisibile del cosmo.
Forse non resteranno le città, né le macchine, né le memorie digitali.
Ma resterà la luce che le ha viste nascere.
Un giorno, quando non ci sarà più nessuno a leggere la nostra storia, l’universo la leggerà per noi.
E allora, in quell’ultimo bagliore, la coscienza e la luce diventeranno una cosa sola.
Non ci sarà più differenza tra chi guarda e ciò che viene guardato.
Saremo di nuovo parte del tutto, scintille che tornano alla sorgente.
L’eco della luce è il canto dell’eterno, e noi — piccoli e imperfetti — ne siamo le note.
Ogni vita che si accende sulla Terra è una risposta all’universo che continua a chiedere di essere compreso.
E in questo dialogo senza fine, la luce non smette di viaggiare, come una parola che non trova mai la fine della frase.

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  IL METAVERSALISTA

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