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NUBI MINACCIOSE SU APPLE

La crisi economica mondiale inizia ad avere effetti anche sulla Cina, il più grande mercato di smartphone al mondo, con serie conseguenze sul colosso di Cupertino e su tutto il comprato tecnologico.

Quanto sta accadendo ad Apple è il termometro geopolitico di un mondo in forte fibrillazione, con ripercussioni in tutti i campi e con esiti al momento difficilmente prevedibili. Insomma, si naviga a vista ed in terre inesplorate.

Ma andiamo con ordine.

Nelle settimane precedenti al lancio della serie iPhone 14, la speranza di un aumento delle vendite ha spinto Apple Inc. a preparare i fornitori per un ulteriore aumento del 7% della produzione quest'anno. Quei piani per i nuovi dispositivi ora sono stati completamente congelati.

Le ragioni non sono un mistero. Si prevede che l'Europa precipiterà nella recessione, l'economia del Regno Unito sta spaventando i mercati, l'inflazione ha fatto capolino anche in Giappone ed i tassi di interesse negli Stati Uniti sono alle stelle. In questo allarmante quadro generale si è unita la Cina che mostra un pericoloso rallentamento economico, con conseguenze che colpiscono aziende come Cupertino.

Da quanto emerge da un’indagine compiuta da Bloomberg, le vendite dei nuovi modelli Apple, nei primi giorni di disponibilità nel paese asiatico, sono diminuite dell'11% rispetto allo scorso anno. Non dimentichiamo che la Cina è il più grande mercato di smartphone al mondo ed ogni anno rappresenta un quinto o più dei ricavi di Apple.

Ovviamente non è tutto nero quello che si intravede nel futuro dell’azienda americana o, forse, è quello che si vorrebbe credere e sperare. Infatti Apple avrebbe ancora in programma di costruire 90 milioni di nuovi telefoni quest'anno, in linea con lo scorso anno, e le indicazioni che stanno provenendo dalle vendite sono incoraggianti anche in funzione degli utili in quanto il colosso tecnologico sta vendendo più unità  del modello Pro ben più costoso rispetto al prodotto base e questo avrà ripercussioni benefiche sul bilancio.

Ma ci sono un paio di motivi di  grande preoccupazione. In primo luogo, Apple è sempre stata molto attenta nella pianificazione strategica del prodotto ed assistere ad un’improvvisa inversione  che l’ha portata dall'aumento della produzione al suo totale rallentamento, nel giro di poche settimane, è decisamente anomalo ed un segnale preoccupante per il futuro. Poi c'è la situazione legata al dollaro: Apple vende molti iPhone all'estero ma conta i suoi profitti in valuta americana. E’ quindi prevedibile sofferenza quando convertirà i profitti dalle principali valute indebolite.

L'economia globale ha subito un grave sconvolgimento per quanto sta accadendo in Ucraina e per la politica cinese di tolleranza zero verso la pandemia da Covid-19.

Il clamore e l'entusiasmo per gli ultimi dispositivi di punta pubblicizzati dai produttori di smartphone si esauriscono con una rapidità senza precedenti e l’attenzione del pubblico si disperde nell’arco di pochi giorni. Le incertezze imposte dai tempi e dal mercato dureranno ancora a lungo e gli esiti saranno incerti. Ecco il perché, in questa fase, i colossi delle multinazionali preferiscono, come si è soliti dire in campo economico,  stare “alla finestra”. Sono finiti i periodi nei quali gli appassionati del melafonino facevano ore o persino giorni di fila per acquistare il tanto bramato smartphone?