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              L'UNIONE EUROPA DICE SI AL
                      SALARIO MINIMO

Fissati i paletti generali ma non l'obbligo per i vari Stati membri

 

Con un tweet in piena notte, la Commissione europea ha comunicato di aver raggiunto un accordo sullo spinoso argomento del salario minimo. Fermo restando che la Commissione non può legiferare in materia salariale, a causa del vincolo inserito nei vari Trattati che si sono susseguiti, i quali vietano alla stessa l'ingerenza nella politica interna degli Stati in tema di remunerazione, la Direttiva ha potuto solo fissare i paletti generali, affinché siano promossi salari minimi adeguati ed equi. Sono chiaramente concetti che mirano a stimolare la politica delle retribuzioni dei paesi aderenti alla Unione Europea, al fine di garantire una vita dignitosa ai lavoratori, riducendo la povertà ed aumentando il benessere delle famiglie. La Commissione, quindi, ha anche approvato e promosso a pieni voti la contrattazione collettiva, indirizzata a determinare il livello di salario minimo legale.

Tracciato il percorso generale sta ora alla plenaria approvarlo e, successivamente al Consiglio. Poi, con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale Europea, viene concesso ai vari Stati membri due anni di tempo per recepirla.

Non si poteva né chiedere né fare di più. 21 sono i paesi UE dove esiste un salario minimo stabilito per legge, con differenze, in termini monetari, sostanziali, che variano, secondo la banca dati del salario minimo (2020), dai 12,38€ di paga oraria minima del Lussemburgo ai soli 1,87€ l'ora della Bulgaria (costa di più un litro di diesel...)

Il Parlamento tedesco ha recentemente approvato una norma che fissa la retribuzione minima oraria in quel paese a 12 euro l'ora. L'Italia, invece, fa parte di quella piccola schiera di nazioni europee, sono 6, dove ancora si discute e non esiste una legge, affidando alla contrattazione collettiva, tra le parti sociali, il compito di trattare la materia.

Il punto è questo: a chi il compito di stabilire quale sia il livello minimo dignitoso di una paga oraria di un lavoratore, tra paesi che, seppur appartenenti alla stessa casa europea, hanno dinamiche di mercato e di costo della vita completamente diverse? Abbiamo scritto che la Commissione non avrebbe potuto fare di più e, del resto, il fatto che i Trattati che si sono susseguiti, non glielo hanno permesso fino ad oggi, la dice lunga  ed è ampiamente sufficiente per comprendere che, al di là dei concetti generali, non sia possibile fare niente altro che cercare di sensibilizzare l'opinione pubblica, l'unica capace di realizzare una rivoluzione pacifica di natura sociale, affinché acquisti quella consapevolezza necessaria perché tutto questo non rimanga solo un esercizio di belle e vuote parole e dia, invece, valore alla dignità dell'uomo, anche nel mondo del lavoro.

L'ULTIMA NOTIZIA

IMPIANTATO IL PRIMO ORECCHIO BIONICO STAMPATO IN 3D

Eccezionale intervento ricostruttivo negli Stati Uniti apre le porte ad impensabili sviluppi nel campo della medicina rigenerativa e nei trapianti


Ha 20 anni, è messicana, e si chiama come una famoso apparato tecnologico diffuso da Amazon, Alexa. Da oggi, anche lei, ha qualcosa di futuribile impiantato nel proprio corpo. Un orecchio stampato in 3D realizzato con le cellule della stessa donna. Ne da notizia  il New York Times e rappresenta un straordinario progresso nel campo dell’ingegneria dei tessuti. Il capolavoro si è reso possibile grazie alla tecnologia sviluppata da un’azienda biotech americana, la 3DBio Therapeutics, leader nella medicina rigenerativa attraverso la biostampa in 3D per fornire tessuti ed organi viventi, funzionali e personalizzati, progettati secondo le esigenze sanitarie dei pazienti. La paziente che ha ricevuto l’orecchio bionico fa parte di una sperimentazione clinica che comprende 11 pazienti. Alexa era affetta da microtia, un raro difetto congenito che rende la parte esterna dell’orecchio piccolo e deformato. L’intervento è avvenuto nel marzo scorso ma è stato comunicato solo adesso e tutto sta procedendo bene. Il fatto che le cellule che hanno ricostituito il nuovo orecchio provengano dal tessuto stesso del paziente fa ben sperare e bassa la probabilità di rigetto. Anzi, l’orecchio bionico sta continuando a rigenerare il tessuto cartilagineo, conferendogli un aspetto naturale.
Le fasi dell’intervento sono degne di nota: un chirurgo ha rimosso una parte di cartilagine dal moncone esistente della paziente ed assieme ad una stampa in 3D dell’altro orecchio sano, sono stati inviati all’azienda 3DBio. Qui le cellule viventi sono state mescolate con il bioinchiostro a base di collagene prodotto dall’azienda. Questo è stato inserito con una siringa nella biostampante, la quale ha spruzzato il materiale replicando l’orecchio sano della paziente, così come un qualunque processo di riproduzione in 3D. La forma dell’orecchio stampata è stata spedita in un guscio protettivo in celle frigorifere ed il chirurgo, ricevuto il pacco (magari proprio da Amazon…) ha impiantato l’orecchio bionico sotto la pelle della paziente. Quando la pelle è stata tesa attorno all’impianto, è emersa la forma del nuovo orecchio.
I dirigenti dell’azienda 3DBio affermano che tale tecnologia potrà essere usata in altre parti del corpo come il naso, i dischi spinali, il menisco del ginocchio e la cuffia dei rotatori. Ma apre la strada anche alla produzione in 3D di organi vitali ben più complessi come il fegato, i reni e persino il pancreas, rivoluzionando il settore dei trapianti e l’aspettativa di vita dei pazienti affetti da gravi malattie. Certo, il percorso verso il trapianto in 3D di organi importanti del corpo umano è ancora molto lungo ma questa nuova tecnologia, che sta muovendo i primi passi, rappresenta un decisivo passo in avanti. La domanda da porsi adesso non è ‘se’ ma ‘quando’ sarà possibile. Sicuramente siamo testimoni di una rivoluzione scientifica che rappresenterà una pietra miliare nell’utilizzo della tecnologia 3D nei trapianti rigenerativi sull’essere umano.

 

STRAGE TEXAS, POLIZIA SOTTO ACCUSA

Alla fine sul banco degli imputati sta finendo la polizia locale per la lentezza nell'intervento alla strage avvenuta nella scuoa elementare nel Texas. Si ammettono i ritardi, si chiede scusa ma, ora, i vertici locali rischiano l'incriminazione.

MASCHERINA AVANTI TUTTA

Il governo sta valutando di prorogare anche dopo la scadenza fissata per il prossimo 15 giugno l'obbligo di mascherina su mezzi pubblici, treni e scuole. Per cinema e teatri si prospetta la fine di tale prescrizione.

TRUMP PENSA GIA' AL 2024

L'ex presidente Usa, Donald Trump, non ha mai smesso di punzecchiare il suo successore ma, più passa il tempo, e più si fa vivo l'interesse per le elezioni presidenziali che si svolgeranno nel 2024. In una Convention, a proposito dell'uso delle armi ha dichiarato:

"L'esistenza del male non è un motivo per disarmare i cittadini che rispettano la legge, anzi, è una delle ragioni per armarli."