IL METAVERSO TRA PRESENTE E FUTURO
Intervista a Massimo Canducci, Chief Innovation Officer di Engineering

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Dott. Massimo Canducci

Un giornale come il nostro che nasce nel cyberspazio e trae il proprio nome dal mondo digitale di internet non poteva non occuparsi del Metaverso e della futura realtà virtuale che ci attende. E chi meglio di un’azienda leader in Italia ed in forte espansione nel mondo come Engineering  poteva aiutarci a comprendere ed accompagnare in questo meraviglioso viaggio? 
Di questo e di molto altro abbiamo parlato con Massimo Canducci, Chief Innovation Officer di Engineering, la società con a capo Maximo Ibarra
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Dottor Canducci, Ci può spiegare con semplici parole, comprensibili per tutti, che cosa sia il Metaverso?
"Quello che viene chiamato “metaverso” è una delle possibili evoluzioni di internet e degli ecosistemi digitali così come li conosciamo. Una nuova collezione di spazi virtuali immersivi e aumentati che consentiranno nuove forme di interazione tra esseri umani in vari comparti della vita, dal gioco agli ambienti sociali, dal lavoro al turismo e allo shopping. La speranza è che, a tendere, questi spazi virtuali e aumentati possano essere integrati tra loro in modo da consentire ai fruitori un’esperienza più completa ed efficace."


Questa realtà virtuale esiste già in concreto?
"Esistono numerose piattaforme che consentono esperienze virtuali, per lo più si tratta di ambienti di socializzazione, una possibile evoluzione dei social network. Non esistono ancora, invece, analoghe esperienze basate sulla realtà aumentata perché la tecnologia di base, gli occhiali smart, non è ancora disponibile."


Esiste un solo Metaverso o sono molteplici?
"Il concetto di “metaverso” come unico ambiente virtuale in cui spostare gran parte delle attività quotidiane degli esseri umani è ancora lontano da essere realizzato. Quello che avremo in tempi più brevi è una collezione di applicazioni diverse, ciascuna con le proprie specificità e utilizzi e, con il tempo, integrata con le altre."


 

Come fa un semplice cittadino ad accedervi e di che cosa ha bisogno?
"Oggi per accedere a queste esperienze virtuali servono appositi visori completamente immersivi, in grado di scollegarci dalla realtà fisica e di immergerci completamente in mondi virtuali. Alcuni prodotti di punta sono gli Oculus (realizzati da Meta), i Playstation VR (realizzati da Sony) e gli HP Reverb 2. Utilizzando questi dispositivi si avrà a disposizione un vasto numero di applicazioni e servizi, soprattutto videogame, per provare questa nuova modalità di interazione. Per la realtà aumentata, al contrario, sarà necessario attendere l’uscita sul mercato di prodotti adeguati."

 

Che tempi si prevede perché si sviluppi una cultura in tale campo ed una conseguente diffusione?
"L’utilizzo di massa di queste tecnologie dipenderà fortemente dalla tipologia di applicazioni, contenuti e servizi che saranno messe a disposizione nel prossimo futuro. Finché si rimarrà nell’ambito dei videogame il pubblico sarà limitato, non appena arriveranno ambienti sociali completi ed interoperabili, applicazioni per fare shopping o turismo, allora la platea degli utilizzatori si allargherà sempre più."

 

Attualmente qual'è la maggiore difficoltà che si incontra per lo sviluppo di questo mondo digitale?
"Lo sviluppo di mondi virtuali di qualità è un’operazione molto costosa e ha bisogno di altissima professionalità, questo frena le piccole aziende dal rendere disponibili piattaforme dedicate per i loro clienti. Per il momento gli investimenti sono nelle mani di grandi aziende multinazionali, che però seguono logiche accentratrici e non necessariamente aperte. È necessario attendere che la filiera di produzione diventi meno costosa, in quel momento arriveranno applicazioni e servizi a disposizione di tutti."


Quando si parla di pagamenti elettronici, servizi a pagamento online e transazioni digitali è inevitabile pensare al tema della cybersicurezza. Come si difende il mondo del Metaverso dagli attacchi dei pirati informatici?
"Le piattaforme virtuali e immersive sono tradizionali applicazioni IT, all’interno delle quali si cerca di operare al meglio per attivare strumenti adeguati di protezione. In questi mondi virtuali non ci sono più rischi di quanti ce ne siano in un buon e-commerce o in un tradizionale social network. Un discorso leggermente diverso si può fare in quelle piattaforme che utilizzano le criptovalute come moneta di appoggio per le transazioni di valore. All’interno del mondo crypto esistono obiettivamente più rischi perché a fronte di prodotti davvero aperti, sicuri e consolidati come Bitcoin, esistono vere e proprie truffe da cui è bene imparare a difendersi prima di avvicinarsi a questi mondi."

 

Quali sono i progetti della vostra azienda presenti e futuri?
"Lavoriamo da molti anni sulle tecnologie abilitanti che oggi vengono considerate alla base del concetto più ampio di “metaverso”. Abbiamo realizzato numerose applicazioni nel campo dello shopping, del turismo, dell’industria e della formazione professionale industriale. Continuiamo a lavorare su progetti sempre più innovativi integrando non soltanto queste tecnologie, ma realizzando veri e propri ecosistemi digitali in grado di soddisfare gli obiettivi di innovazione dei nostri clienti e dei fruitori finali delle nostre soluzioni."


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