L'Intervista 

Davide Gadda, medico e autore di pubblicazioni su riviste scientifiche specializzate, è stato vincitore e finalista di concorsi letterari di genere thriller tra cui Giallo in Provincia, Too fun too cool, Garfagnana in Giallo e Ore contate.

Ha scritto racconti gialli, noir e horror editi in e-book e compresi in numerose raccolte. Nel 2020 ha pubblicato l’antologia thriller La sottile lotta dei vinti. "Verità Nascoste", edito da Oakmond Publishing è la sua ultima opera.

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Davide Gadda: "Dobbiamo riflettere sui rischi, cui nessuna democrazia può dirsi immune, di una possibile involuzione autoritaria travestita da buon governo. "

Come si concilia la vita di medico e quella di scrittore?

 “Innanzitutto ringrazio per avermi invitato tra le vostre pagine e rivolgo un caro saluto ai vostri lettori. Venendo alla domanda, diversamente da quanto si potrebbe pensare, le ritengo complementari, nel senso che in entrambe è centrale la dimensione terapeutica. Se la medicina cura il corpo, la scrittura si prende cura dell'anima. Ma diversamente dalla medicina, la scrittura è terapeutica non nel proporre risposte ma nel suscitare domande. Intendo le domande giuste, quelle che provocano l'effetto desiderato nel lettore.”

 

Nel tuo ultimo libro "Verità sommerse" parli di intrighi e servizi segreti in una distopica Germania est; si tratta di un passato sepolto o che potrebbe o sta riemergendo?

“Nel nostro immaginario collettivo l'ex-Germania Est si associa a un'idea di nazione oppressa dal controllo ossessivo della Stasi e pertanto una sua versione enfatizzata ben si prestava allo sfondo distopico del mio romanzo. A maggior ragione perché certi aspetti di quella realtà storica, non sufficientemente noti ai più, venivano celebrati dalla propaganda come dimostrazione di una società libera e progressista. Ad esempio, diversamente dalla gran parte degli altri paesi comunisti il parlamento era multipartitico e in tema di diritti civili c’erano leggi talora più avanzate di quelle della Germania Ovest. Si trattava ovviamente di un'impalcatura formale, come lo stessa definizione di “Repubblica Democratica”, ma tutto ciò dovrebbe farci riflettere sui rischi, cui nessuna democrazia può dirsi immune, di una possibile involuzione autoritaria travestita da buon governo. Ne abbiamo purtroppo esempi recenti che interessano le nostre democrazie liberali. Parlo del sistema di spionaggio globale dell'agenzia americana NSA rivelato da Edward Snowden, della propaganda volta a giustificare una sanguinosa guerra in Iraq a causa di inesistenti armi di distruzione di massa, nonché della prossima estradizione negli Stati Uniti dell'attivista Julian Assange, reo di aver pubblicato su Wikileaks informazioni imbarazzanti per il governo di Washington e che per questo rischia 175 anni di carcere in massimo isolamento in un penitenziario federale.”

 

Nell'apertura del tuo libro parli del vino e di un possibile abbinamento alla lettura del tuo romanzo. Che puoi dire a tale proposito?

“A dire il vero non ho avuto alcun ruolo nella scelta dell'abbinamento enologico. L'idea è stata della mia Editor, la scrittrice e saggista Giada Trebeschi, che sceglie un vino per ciascun libro che fa pubblicare. Nel mio caso, non c'è che dire, ha avuto un sensazionale intuito. Non solo perchè apprezzo assai il bonarda dell'Oltrepo, ma anche perchè a Pavia e al suo territorio sono particolarmente legato, essendoci vissuto negli anni dell'Università. Non ci crederete, ma questo particolare della mia biografia era totalmente ignoto alla mia Editor…”

 

 

Che cosa pensi del cyberspazio e di questo futuro tecnologico. Immagini la presentazione di un tuo libro nel Metaverso, oppure, dal lato medico, un esame diagnostico a distanza nella rete?

“Parto dalla fine, dalla gestione di esami diagnostici a distanza, perchè è già una realtà di cui mi occupo da anni. Essendo neuroradiologo, il mio compito è diagnosticare malattie neurologiche con TAC e Risonanza Magnetica, e nel mio campo la tecnologia e lo sfruttamento delle potenzialità di trasmissione delle informazioni in rete sono fondamentali.

Invece, riguardo al Metaverso devo confessare la mia ignoranza. Non riesco a immaginare la presentazione di un libro in uno spazio virtuale e francamente sento il bisogno di un tradizionale confronto coi lettori in ambiente fisico. Per intendersi, preferisco sempre il parlarsi da vicino e il guardarsi negli occhi, quel genere di cose che rischiano di passare fuori moda…”

 

In un tuo recente articolo definisci utopia, relativamente al campo sanitario, quella di non lasciare alle aziende farmaceutiche la possibilità di effettuare la sperimentazione medica, che cosa intendi dire a proposito?

“Per utopico si intende ciò che è irreale e forse mai completamente realizzabile, ma di per sé ideale. Il concetto di ideale si riferisce a un obiettivo da perseguire con buon senso, ben consapevoli delle possibili contraddizioni che nella realtà ne possono condizionare il conseguimento. Nel mio recente post che hai citato, pubblicato sul Blog del Fatto Quotidiano, cito un articolo scientifico pubblicato sull'autorevole British Medical Journal in cui si discutono i potenziali conflitti di interesse in un sistema in cui la grande industria farmaceutica finanzia la sperimentazione dei suoi stessi prodotti, attestandone il grado di sicurezza ed efficacia. Nell'ambito della ricerca medica è ben nota l'influenza del cosiddetto bias finanziario, tanto che gli autori di ogni articolo scientifico devono dichiarare i propri rapporti con enti e società che generino potenziali conflitti di interesse. É chiaro che un sistema in cui la grande industria non finanzi direttamente la sperimentazione sia, allo stato delle cose, utopico, ma è lecito riflettere su possibili norme per migliorarlo a vantaggio della trasparenza. La proposta più significativa è consentire un pieno accesso pubblico ai dati, nel rispetto delle norme della privacy, per consentire a enti e ricercatori indipendenti un'adeguata verifica dei metodi e dei risultati degli studi.”

 

Ultima domanda, i tuoi progetti futuri?

“Sono ai ritocchi finali del mio nuovo romanzo thriller. Vi ripropongo la protagonista di un mio precedente giallo, il profiler del RIS Giulia Santalessio, alle prese con omicidi e attentati attuali sulla scia di un celebre delitto del recente passato.

Inoltre uscirà a breve l'antologia dei 5 racconti thriller finalisti al recente concorso Crimen Cafè, tra i quali il mio 'Desaparecida', una storia che scorre sull'incredibile trama parallela di due casi di scomparsa. Nel mio racconto, due donne apparentemente diversissime svaniscono nel nulla in due città lontanissime ma le loro storie risultano accomunate da una serie sconvolgente di coincidenze. Le loro vicende rivivono nei ricordi di un investigatore disincantato e roso dai rimorsi, in un suo ennesimo tentativo di risolvere il mistero.”

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