L'Intervista 

VANNINO CHITI è laureato in filosofia. Studioso del movimento cattolico, vanta una lunga esperienza politica e amministrativa. Già senatore del Partito Democratico, è stato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel governo Amato, ministro per i rapporti
con il Parlamento e le riforme istituzionali del governo Prodi, vice-presidente delSenato della Repubblica e Presidente della Regione Toscana. Ha ricoperto la carica di primo cittadino della sua città natale, Pistoia. Attualmente è membro della commissione accademica della Scuola di formazione per il dialogo interreligioso e interculturale di Firenze

vannino chiti.bmp

"Sono d'accordo con Valdo Spini sulla Costituente di sinistra ma, sull'argomento, nel Pd vedo ancora tanta nebbia" e su Di Maio dice: "legittimo cambiare posizione ma doveroso dimettersi dalle cariche ricoperte."

Sull'Ucraina, Chiti pensa che si debba "chiedere alla Russia lo stop alle operazioni militari, a tutti un cessate il fuoco." Inoltre è "un grave errore politico una Nato mondiale" e  che "una sinistra che non è contro il riarmo, gli armamenti nucleari e per la pace, perderebbe la sua identità."

Per Chiti, Draghi guiderà il governo fino alla fine della legislatura, ma è necessario che "riprenda una dialettica politica normale: quella tra una maggioranza e una opposizione."

In una intervista al nostro giornale Valdo Spini ha dichiarato che il Pd dovrebbe convocare una  grande Costituente dei  democratici  e dei socialisti che  proponga una sintesi tra riformismo nelle istituzioni e presa di coscienza della società civile. Le che cosa ne pensa?
“Il PD ha tentato una via inedita in Europa: unire in una stessa forza politica un fronte amplissimo progressista. In altre parole i liberal democratici neoliberisti e quelli orientati da una visione sociale dello sviluppo, dei rapporti interpersonali e di quelli tra i popoli. Altrove militano in partiti diversi, che possono allearsi su programmi di governo. È possibile una sintesi unitaria nel PD di queste differenti componenti culturali e politiche, non solo come cartello elettorale? Questa è la sfida! C'è bisogno di individuare i valori comuni, il progetto di società, le regole per fare essere protagonista non effimera una sinistra plurale, europea. I titoli sono chiari: dignità di ogni persona, lavoro, ecologia, istruzione e sanità pubbliche, disarmo e pace. La costituente che propone Valdo Spini dovrebbe per me proporsi questo. Io sono d'accordo. Tanti ne hanno parlato. Si riuscirà a fare? Il PD, che è il mio partito, davvero la vuole? Su questo purtroppo vedo ancora tante nebbie.”

 

Quali saranno le conseguenze della scissione dei 5 Stelle?
“Quella di Di Maio è una delle tante divisioni, che costellano anche questa legislatura. Più di 300 parlamentari hanno cambiato appartenenza, rispetto a quando sono stati eletti! È legittimo cambiare posizione se si assumono altre convinzioni. Sarebbe doveroso però, secondo me, da un punto di vista etico e di trasparenza politica nei confronti dei cittadini, dare in quel momento le dimissioni dalle cariche che si ricoprono. Se non lo si fa è perché noi, come cittadini, abbiamo meno che in altre nazioni europee il senso dei doveri politici e della sovranità democratica cioè dei nostri diritti. Non entro ovviamente nel merito delle questioni interne al movimento Cinque Stelle, al suo travaglio, alla sua possibile evoluzione da un populismo confuso a una collocazione politica stabile. Se vi sarà, i Cinque Stelle non potranno che differenziarsi tra loro : vi sono nel movimento posizioni di destra e di sinistra. Erano tenute insieme da un collante populista che, fortunatamente, si sta sciogliendo. Vedremo.”

Parlando di alleanze future, quale dovrebbe essere la posizione del Partito Democratico
“Il PD non deve porre né accettare pregiudiziali. Conta l'adesione al programma da presentare al paese per il governo. Pilastri per me sono la democrazia europea, il diritto al lavoro, alla salute, alla scuola, all'ambiente; una riforma del fisco che faccia contribuire al nostro welfare chi più ha risorse, cancellando lo scandalo di un'evasione che supera i 100 miliardi di euro ogni anno; l'impegno per la pace. L'ingiustizia e l'evasione fiscale colpiscono chi fa il proprio dovere, i ceti più deboli e rubano il futuro alle giovani generazioni. Il PD è il perno dello schieramento: senza pregiudiziali, lo ripeto, provare a unire su priorità chiare di governo da Calenda ai Cinque Stelle.”

Quale è la sua posizione sull'invio delle armi all'Ucraina?

"Non siamo più al primo atto dell'aggressione della Russia all'Ucraina e al dibattito, comprensibilmente difficile e da svolgere con rispetto verso le varie posizioni, sul dare o non dare armi perché potesse difendersi. Le armi sono state date da USA, Regno Unito, Francia, Italia, Germania, Canada e l'elenco non è terminato. L'Italia dovrebbe aver fatto almeno tre spedizioni. C'è da augurarsi che almeno siano state consegnate al governo ucraino e che sia esso responsabile della loro distribuzione. Non vadano insomma ai mercenari, come troppe volte è successo. La domanda ora è : continuiamo a dare armi? Fino a quando e con quali obiettivi? Io penso che si debba evitare una escalation della guerra, evitando il rischio di una catastrofe nucleare che distruggerebbe la stessa umanità. Penso che si debba chiedere alla Russia lo stop alle operazioni militari, a tutti un cessate il fuoco e l'apertura di una trattativa di pace. È su questo terreno che si aiuta l'Ucraina e si difendono i suoi diritti. Bisogna dire alla Russia che con questa scelta si supereranno le sanzioni e si tornerà a rapporti di cooperazione. Occorre dire - è il compito della politica e della diplomazia - che ci sarà una nuova conferenza sulla sicurezza e cooperazione in Europa perché non siamo più agli anni Novanta e la situazione è radicalmente cambiata. L'Ucraina deve essere in Europa ma neutrale, senza basi militari straniere e armi nucleari. È un grave errore politico una Nato mondiale, dai paesi scandinavi al Mediterraneo, dagli Stati Uniti e dal Canada al Giappone e alla Corea del Sud. Dividere il mondo in due fronti militari, economici e politici contrapposti, da una parte l'Occidente dove siamo meno numerosi, più vecchi e più ricchi, dall'altra l'Oriente con le sue masse sterminate di giovani, più poveri, con condizioni peggiori di vita e grande ricchezza di materie prime, provocherebbe prima o poi il declino dell'Occidente e rischi immensi per la fine del mondo. Dal 1945 la guerra non è solo barbarie : con gli armamenti nucleari nessuno vince. L'umanità si autodistruggerebbe. Sono molto critico con il governo e amareggiato per il fatto che la sinistra che vi partecipa - PD, Articolo Uno, Cinque Stelle - accetti che, a differenza della Germania, l'Italia non pubblichi in modo trasparente neanche l'elenco delle armi che si inviano; che si voti in parlamento a favore del riarmo :+ 20% rispetto al 2019 con la finanziaria approvata a dicembre scorso e in prospettiva - come? quando? - fino al 2% del Pil, cioè passare dagli attuali 25 miliardi l'anno a 38, da 68 milioni il giorno a 104! E questo mentre si taglia su sanità, scuola, ambiente, lavoro. Mentre il costo della vita, dall'energia, ai carburanti, ai generi di prima necessità colpisce persone, famiglie, imprese, specie gli artigiani e i piccoli produttori, in ogni branca di attività. È grave infine che l'Italia non abbia firmato il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari e non abbia addirittura partecipato nei giorni scorsi, neanche come osservatore, alla conferenza di Vienna. Il Trattato afferma che non si deve produrre, immagazzinare, usare, commerciare le armi nucleari. Il mondo può essere già distrutto trenta volte: aboliamo le armi nucleari, in modo graduale - lo so bene - ma con determinazione e coerenza. Una sinistra che non è contro il riarmo, gli armamenti nucleari e per la pace, perderebbe la sua identità. Diventerebbe irriconoscibile, non per una tornata elettorale. Per sempre!"

Draghi durerà come presidente fino alla fine della legislatura?
“Penso che Draghi guiderà il governo fino al termine della legislatura. Mi auguro poi che, dopo le elezioni, riprenda una dialettica politica normale nella vita delle democrazie: quella tra una maggioranza - io spero e mi impegno perché sia il centrosinistra - e una opposizione. Troppe volte in Italia si va avanti con governi di unità nazionale: possono essere l'eccezione, non la regola della democrazia. Una democrazia è salda se tra forze politiche diverse, di sinistra e di destra, c'è sfida, antagonismo, rispetto: se si è avversari, non nemici. Cioè se tutti si è all'interno del patto costituzionale e dell'orizzonte dell'Unione Europea. Perenni coinvolgimenti di destra e sinistra nelle maggioranze e nei governi sono per me sintomi di problemi, di difficoltà, non di slancio nel futuro. Del resto quando alle stesse elezioni comunali partecipa appena il 50 % dei cittadini e ai ballottaggi appena il 40, qualche interrogativo e riflessione bisogna pur farli.”

 

LEGGI LE ALTRE INTERVISTE

“Il Pd dovrebbe convocare una  grande costituente dei  democratici  e dei socialisti che  proponga una sintesi tra riformismo nelle istituzioni e presa di coscienza della società civile.”