L'Intervista 

VALDO SPINI, già professore universitario associato alla facoltà di Scienze Politiche Cesare Alfieri di Firenze, è stato deputato al Parlamento per otto legislature (fino al 2008) e vicesegretario nazionale del Partito socialista (1981-1984). Ministro dell’Ambiente, sottosegretario all’Interno (1986-1992) e agli Esteri, presidente della Commissione Difesa della Camera, è stato cofondatore dei Democratici di sinistra di cui è stato eletto presidente della direzione nel 2000. Oggi presiede l’Associazione delle Istituzioni culturali italiane (AICI) ed è presidente della Fondazione Circolo Fratelli Rosselli.

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Valdo Spini ci parla del suo ultimo libro, “Il Colle più alto” (Edizione Solferino) ed a proposito dell’attuale situazione politica afferma che:

“Il Pd dovrebbe convocare una  grande costituente dei  democratici  e dei socialisti che  proponga una sintesi tra riformismo nelle istituzioni e presa di coscienza della società civile. Molto meglio degli accordi di vertice per le candidature, anche di "campo largo" tra i partiti attuali.”

Nel suo libro "Il Colle più alto" si ripercorrono le figure dei capi di stato che si sono susseguiti nel tempo. Perché in Italia non si e’ affermato il presidenzialismo degli Stati Uniti d’America o il semi presidenzialismo francese?
“Ai tempi della Cosituente il presidenzialismo all'americana fu sostenuto da Piero Calamandrei e dalla piccola pattuglia del partito d'Azione. ma prevalse l'idea di una repubblica parlamentare sostenuta da tutti i grandi partiti dell'epoca (Dc-Psi-Pci). il motivo: l'esperienza del fascismo era troppo vicina per non ispirare il timore di un'eccessiva concentrazione di poteri in mano ad una sola persona..
il tema si ripresentò in seguito alla crisi della IV repubblica francese che aveva caratteri somiglianti alle disfunzioni (instabilità dei governi ) della prima repubblica italiana e all'avvento della v repubblica di De Gaulle in Francia.. Ma la costituzione gollista trovò tra le forze democratiche italiane  la sola adesione del repubblicano Randolfo Pacciardi e del suo movimento. La costituzione gollista che istituì il semipresidenzialismo venne tacciata di alimentare il "potere personale” che era poi quello che all'epoca lo stesso François Mitterrand aveva rimproverato a De Gaulle. Ma quando, con l'affermazione di Mitterrand , nel frattempo diventato segretario del Ps francese, ci si rese conto che la costituzione della V repubblica con l'elezione diretta del suo vertice e con l'uninominale a due turni per l'assemblea nazionale, permetteva l'affermazione di un governo di sinistra e in definitiva di quell'alternativa o quantomeno di quella alternanza che in Italia sembrava impossibile, questa tesi guadagnò consensi anche nel Psi che la fece ufficialmente propria (1982).  Successivamente, anche nella seconda repubblica,  presentai personalmente alla Camera dei Deputati   una proposta sul modello francese, allora sostenuta dallo scienziato della  politica Giovanni Sartori articolata su  due proposte di legge  " concatenate". Una costituzionale (n. 3400), concernente l'elezione diretta del Presidente della Repubblica e una ordinaria (n.3401) per introdurre l'uninominale a due turni per l'elezione della Camera, ambedue del 16 novembre 1995. ma nel frattempo era entrato sulla scena politica Silvio Berlusconi, con tutti i mezzi mediatici e finanziari d cui era dotato e la proposta  non fu accettata  anche qui per il timore che desse troppo potere ad una persona. Quanto al doppio turno di collegio, Berlusconi è sempre stato contrario.
Il mio libro spiega come e perché, nel tempo, anche  il ruolo del Presidente della Repubblica italiana sia cresciuto di importanza.”


Il suo libro e’ stato pubblicato a gennaio 2022, un mese prima dell’elezione che ha visto la riconferma di Mattarella alla presidenza. E’ stato un fallimento dei partiti non avere avuto la forza di proporre una figura alternativa, e che ha poi “costretto” Mattarella ad accettare un nuovo incarico?
“Direi che la rielezione di Mattarella ha costituito uno "scampato pericolo" per le nostre istituzioni, sia per la statura del personaggio sia per  lo spettacolo di decomposizione del sistema politico che l'ha preceduta nelle sette precedenti votazioni.Va anche sottolineato come sia la seconda volta di seguito che avviene una rielezione del Presidente della Repubblica (in precedenza Giorgio Napolitano) e che questo avviene non già per volontà dell'interessato, ma per la crisi del sistema politico-istituzionale che  costringe il presidente uscente ad accettare la riconferma per evitare la paralisi del sistema stesso. Lo stesso Mattarella infatti, in due occasioni (commemorazioni rispettivamente di Segni e di Leone) si era pronunciato per una riforma che prevedesse da un lato l'abolizione del semestre bianco e dall'altro la non rieleggibilità del presidente. Molto saggio da parte dei Costituenti è stato di stabilire in sette anni (per un periodo maggiore dei cinque anni  della legislatura) la durata del mandato. Una garanzia di stabilità che è stata molto apprezzata nelle relazioni europee ed internazionali dell’Italia."

Le recenti elezioni amministrative che si sono svolte in vari comuni hanno evidenziato la disaffezione crescente degli elettori verso i partiti con la crescita del partito dell’astensionismo, un suo parere in merito.
“Proprio lo spettacolo della settimana che ha preceduto l'elezione di Mattarella ci ha illustrato la crisi del sistema politico-istituzionale italiano che si riverbera anche sull'astensionismo. Un fenomeno molto preoccupante. Propongo un piano di risanamento del sistema politico istituzionale che, stante la situazione di oggi, dovrebbe basarsi su tre elementi.: 1) riforma del sistema elettorale nel senso di una proporzionale con sbarramento il che  costringerebbe i partiti  ad esprimere il meglio di loro stessi, con le preferenze , che concorrerebbero a attirare di nuovo gli elettori; 2) riforma dei regolamenti parlamentari per non incentivare il fenomeno della transumanza da un gruppo; 3) attuazione dell'art.49 della Costituzione sulla democrazia interna ai partiti.
Come ha potuto vedere io non sono proporzionalista per principio, ma credo che in questa situazione sarebbe un passo avanti.”

 

Il flop dei quesiti referendari sulla giustizia del giugno di quest’anno rappresenta la fine di tale strumento di democrazia forse troppo abusato?
“Nella fattispecie il problema è stato costituito da quesiti troppo astrusi e scarsamente comprensibili e dal comportamento degli stessi proponenti, che sono stati cinque consigli regionali a maggioranza di centro-destra, ma senza raccolta di firme e costituzione dei relativi comitati per il si. A mio parere gli stessi proponenti hanno dimostrato di non crederci troppo a questi referendum. Se avessimo avuto invece  il referendum sul fine vita è probabile che l'affluenza necessaria per la sua validità ci sarebbe stata.”

 

Quali sono le ragioni per cui in Italia, al contrario delle grandi democrazie soprattutto del Nord Europa, non si afferma una forza socialista che possa rappresentare il punto di riferimento di una sinistra divisa e smarrita? eppure gli spazi ci sarebbero con un Pd che non decolla ed un cinque stelle al minimo consenso.
“In effetti sarebbe probabilmente oggi il caso di convocare una  grande costituente dei  democratici  e dei socialisti che  proponga una sintesi tra riformismo nelle istituzioni e presa di coscienza della società civile. Molto meglio degli accordi di vertice per le candidature, anche di "campo largo" tra i partiti attuali che possono delinearsi nel 2023. Se vuol fare un vero e proprio salto di qualità e di quantità lo stesso Pd dovrebbe proporla.”

 

Avremo mai di nuovo una figura come Sandro Pertini Presidente della Repubblica?
“Sandro Pertini e Sergio Mattarella nella sua rielezione sono, nell'ordine, i presidenti più votati. molto diversi nel carattere (l'uno molto più estroverso, l'altro più controllato e riservato), ma ciascuno a suo modo un'atmosfera di empatia l'ha creata se dopo Sergio Mattarella potremo avere qualcuno nel solco di Sandro Pertini sarebbe certamente  un bene per la democrazia italiana in particolare in questo periodo così difficile che stiamo attraversando.”

 

La futura prossima legislatura vedrà dimezzato il numero dei parlamentari eletti. che problema potrebbe dare questa riforma, anche in termini di elezione del futuro capo dello stato?
“Per quanto riguarda la futura elezione del capo dello stato, se non intercorreranno ulteriori riforme, gli effetti saranno due: aumenterà il peso dei delegati regionali che rimangono invariati nel loro numero, aumenterà il peso del singolo parlamentare all'interno dei rispettivi gruppi. Per quanto riguarda la rappresentanza , temo che vi sarà un depauperamento della rappresentanza per molti territori, sopratutto se rimarrà in vigore l'attuale sistema parlamentare detto "rosatellum". L'effetto combinato delle due leggi, quella di diminuzione dei parlamentari, e quella dell'attuale sistema elettorale,(misto con la parte proporzionale a liste bloccate), ne cumula ed esaspera i difetti.”

 

Ultima domanda a margine. A Pistoia c’e’ una questione che sta sollevando molte polemiche. Su proposta di un professore, il consiglio dei docenti del Liceo Scientifico “Amedeo di Savoia Duca d’Aosta” (nome dato alla scuola nel lontano 1941…) ha votato per cambiare il nome alla scuola, in quanto la casata Aosta risulterebbe stata collusa con il regime fascista e la monarchia.  A parte il caso specifico, le chiedo, si avverte nel paese un certo clima di caccia alle streghe, con la sollevazione di problematiche o accostamenti un pò eccessivi? Che cosa sta accadendo?
“Capisco lo spirito della proposta del collegio dei docenti  che  vorrebbe per i giovani  qualche punto di riferimento più legato all'attualità repubblicana e costituzionale, ma penso che in genere ci si affezioni ai nomi tradizionali delle scuole. Nel caso particolare, il Duca  Amedeo d'Aosta mi sembra che abbia pagato di persona sulla sua pelle la guerra scatenata dal fascismo e avallata dal  Re Vittorio Emanuele III. Infine, vorrei citare l'esempio di  Firenze dove  l'unificazione tra due istituti superiori ha portato all'istituto Salvemini - Duca d'Aosta. Quindi non ne farei un casus belli.”

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